CIBO E SENTIMENTI

CIBO E SENTIMENTI di Esa De Trizio

M. Chagall

Prima di parlare di cibo e sentimento, è opportuno fare una giusta distinzione tra il significato di sentimento e quello di emozione.
Mi emoziono a seguito di uno stimolo esterno che mi perviene all’improvviso , inaspettato,come un forte rumore o un amico che non vedo da tanto , che mi induce a sbarrare gli occhi, a far aumentare le pulsazioni cardiache o che mi regala momenti di quiete, perché un bellissimo tramonto mi ha colta di sorpresa . In quell’istante i confini tra la reazione psicologica e quella fisica si annullano completamente: rido, piango, urlo, sudo, ecc ecc
Il sentimento, è un’altra cosa. Dura per sempre, sia esso nel bene ,( ti amo anche se non ti vedo e sei lontano)che nel male.
Le emozioni sono sempre provocate da qualcosa, i sentimenti sono da attribuire a qualcosa
Sia i sentimenti che le emozioni sono personali. Non tutti ci emozioniamo allo stesso modo o per la stessa cosa. Nei sentimenti ognuno si crea una propria scala di valori sentimentali ,da accostare a persone, oggetti, animali
Se proviamo un sentimento verso una persona o verso qualcosa (arte, natura) cominciamo ad esprimere un giudizio personale verso quella persona o cosa, distaccandoci da ogni forma di ragionamento, ma facendo prevaricare la parte che più ci fa stare bene. Il confronto con gli altri ci porta a comprendere che in questa fase emozionale e sentimentale siamo unici, perché la mia emozione ed il mio sentimento mi appartengono . Li posso condividere al fine di farmi conoscere e farmi accettare per quella che sono, dimostrando che dietro ogni difetto può esserci un pregio, delle qualità preziose, insite nel nostro più intimo modo di essere .
Ogni essere umano ha come obiettivo : raggiungere un equilibrio emotivo, che puòi provare ad ottenere facendoti una introspezione personale, provando ad ascoltare il proprio io; provando, contemporaneamente, ad ascoltare anche i sentimenti altrui e cercando di condividerne le emozioni. Tutti nella vita abbiamo avuto un diario personale, forse sperando che qualcuno lo leggesse
Gli uomini ogni giorno provano a costruirsi una propria identità personale, quindi la capacità di riconoscersi e farsi riconoscere. Ma affinchè tale autobiografia sia autentica è importante relazionarsi, incontrare, scambiare opinioni e soprattutto ascoltare.
Un uomo può ritenersi soddisfatto ed appagato quando riesce a trasmettere emozioni. Questo non vuol dire essere spontanei , schietti, sinceri,ma autentici.
Avere una identità personale, vuol dire essere sempre noi stessi, in qualunque circostanza, cioè possedere un equilibrio tra quelle che sono le mie caratteristiche ed il mondo con cui mi relaziono. Osservo le regole o le abitudini del gruppo a cui appartengo, pur essendo diversa  dagli altri e mantenendo la mia identità, ma rispettando il parere altrui.Non confondiamo l’autenticità con la sincerità.

Condizione della felicità e anche della libertà: “Quando perdiamo il diritto a essere diversi, perdiamo il privilegio a essere liberi”(C. E. Hughes).

Campi

Per costruire la mia identità personale l ‘incontro con l’arte può aiutarmi a farlo. E quando parlo di arte intendo qualsiasi manifestazione artistica che riesca ad esternare il mio io .

Guardando un’opera d’arte e quello che essa raffigura , sveglio la mia sensibilità, quella dei sensi: parto dalla meraviglia per giungere allo stupore e concludersi con sentimenti di amore, pietà,

H.Matisse

gelosia,invidia,dolore,tenerezza,abbandono,stupore,piacere,orrore,odio,gioia,pienezza,vuoto,tristezza,stupore,memoria,nostalgia

Van Gogh

Con l’arte comprendiamo il senso estetico dei sentimenti dove il sentimento , grazie all’ arte, esce dal nostro intimo ed entra in società
Riuscire a creare o realizzare un opera d’arte , vuol dire riuscire ad esternare la nostra parte più intima.
Accostare l’arte al mondo culinario è coraggioso e bizzarro. Spesso ci si è posta la domanda : cucinare è un’arte ? nel momento in cui , realizzando un piatto,  esterniamo la nostra creatività, la nostra fantasia ,riusciremo a coinvolgere  emotivamente attraverso i sapori , profumi, colori che il piatto sprigiona,  il soggetto che si accingerà alla sua  degustazione ?
La cucina è sempre stata nell’arte uno degli argomenti preferiti dagli artisti .Questo perchè in grado di raccontare una serie infinità di sensazioni dall ‘effimero al piacere, dall’ostentata ricchezza alla disarmante povertà ,dalle ritualità conviviali alle rigorosità della tradizione
Il cibo dipinto ,però, non si può mangiare, un’ opera pittorica che rappresenta cibo non viene considerata arte per quello che raffigura, ma per l’ esecuzione dell’opera. Quindi per molti critici il cibo raffigurato nell’arte non è arte.
Arte del cibo ,però, è un’altra cosa. Guardiamo alla pasticceria: essa si sviluppa imitando le arti figurative ed in particolare l’ architettura. E’ un insieme di tecnica, matematica e chimica.
Se andiamo indietro nel tempo, i Greci chiamavano l’arte “Technè”, quindi consideravano artista colui che, attraverso la conoscenza ed applicazione delle tecniche acquisite, oltre che le spiccate doti personali, riusciva a creare un’ opera nel migliore dei modi.


In cucina succede la stessa cosa. Imparo la tecnica e con le mie capacità ed il mio estro realizzo non solo un piatto, ma un’opera unica ,perché di mia esecuzione ,coinvolgendo non solo il senso gustativo , ma anche quello visivo.

Queste sensazioni le proviamo , quindi, anche di fronte ad un piatto magistralmente eseguito da un bravo cuoco.Un piatto eseguito nel pieno rispetto delle materie usate e artisticamente impiattato, riesce a suscitare in noi emozioni e sensazioni piacevoli appagandone i sensi non solo visivi e del gusto, ma anche interiori ,legati a ricordi, luoghi, profumi

Stefano D’Onghia

 

In questo mio nuovo percorso vorrei poter esaminare ogni sentimento accostandolo ad un’opera d’arte ed ad ogni piatto ben eseguito. Partirò dalla Meraviglia per poi abbracciare ogni forma di sentimento

MERAVIGLIA
La meraviglia è il sentimento di stupore e sorpresa suscitato da una cosa o da una situazione nuova, straordinaria o inattesa. Con questo sentimento ci apriamo al mondo ed impariamo ad accogliere in noi ciò che ci circonda ed a farlo parte di noi. Il mondo , il nuovo, si concede al nostro sguardo e scuote le nostre sensazioni, emozioni, sensibilità. La meraviglia è qualcosa di ben diverso dalla conoscenza scientifica perchè parte dall’emotività, dal nostro grado di sensibilità
Se osserviamo un quadro di Mirò ,di Dalì  o di Rabuzin ,i tre artisti riescono a raccontarci come dietro ogni realtà ci siano i sogni, il surreale e le prime sensazioni che proviamo nello scoprire un nuovo mondo partono dall’estetica ,per  poi giungere al senso della ragione umana.

 

Un piatto che suscita  meraviglia è quello di Giuseppe Iannotti del ristorante Kresios

Spaghetto allo scoglio, il rosso vivace del piatto, ci lascia senza fiato, può solo suscitare in noi meraviglia e voglia di sognare

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