PUGLIA: CASAMASSIMA

Un manoscritto del 962 d.c., estratto dal codice diplomatico barese, e ritrovato  in un sepolcreto all’interno della chiesa matrice, parla per la prima volta di Casamassima, una cittadina pugliese in provincia di Bari.

Dopo essere stata dominata  dai Longobardi e  poi distrutta dagli Ungheresi , venne abitata nell’XI secolo dal fedautario Guido Da Venosa ,per poi passare alla famiglia dei Massimi, per volere di Enrico VI. Nel XVII secolo  fu acquistata dalla famiglia Vaaz, conte di Mola, ( possiamo ammirarne il palazzo a lui dedicato) il quale  , a seguito di una epidemia di peste che aveva colpito il capoluogo pugliese ,causando tanti morti ,fece tinteggiare tutte le case con della calce color azzurro per  un voto fatto verso  la Madonna di Costantinopoli. Ad oggi si può visitare la chiesetta dedicata a Maria Santissima di Costantinopoli.

Passeggiando lungo le storiche vie del paese, tra profumi di pane appena sfornato  ed antichi palazzi ottocenteschi, abbazie basiliane ed un suggestivo borgo antico medioevale ,si vive un momento di grande gioia e serenità, oltre che un arricchimento dell’anima e della conoscenza.

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Attraversando la Porta dell’Orologio, conosciuta anche come Porta dei Molini,  si accede al borgo antico o anche detto “borgo azzurro”, per volontà del pittore Vittorio Viviani.

La porta si affaccia sulla piazza principale, piazza a Aldo Moro,dove si trovano: una delle chiese più importanti del paese, La chiesa del Purgatorio ,del 1700, in stile tardo barocco,  il monumento  alla Vittoria, e poco distante la chiesa di Santo Stefano chiamata anche M.SS. della Cintura, perché dedicata alla Madonna della Cintura , la cui statua, del 1800, in legno dipinto, possiamo ammirarla nel suo interno ,e la chiesa di  Santa Maria delle Grazie ,del 1500 ,chiamata anche Pantheon di Casamassima ,perché qui sono stati sepolti  gli uomini più  illustri del paese.

 

 

 

Inoltratisi lungo le viuzze del borgo antico , oltre le azzurre pareti , si rimane incantati dagli addobbi floreali che adornano i balconi delle antiche case. Il primo edificio che incontriamo è il Convento di Santa Chiara ,del 1500 , adibito originariamente ad orfanotrofio, per poi diventare dimora delle suore Clarisse. Ad oggi l’amministrazione locale si sta impegnando al fine di riqualificarne l ‘uso più appropriato ,destinandolo o a   museo o dimora per gli studenti universitari.

Sempre nel centro storico, La chiesa matrice di Santa Croce , in stile tardo romanica, con adiacente un campanile , diviso in due piani da cornici ornate.Nel suo interno  custodisce sull abside laterale, una scultura in pietra raffigurante la” Madonna che adora il bambino” ,di Stefano da Putignano ed un dipinto raffigurante la  Pietà della  scuola del Santa fede. Molto interessante è anche il crocifisso di oltre 3 metri, creato dal padre cappuccino Adolfo Rollo. Scavi fatti, all’ interno della chiesa, tra il 1996 /1997,  hanno portato alla luce un sepolcreto con  resti umani di origine saracena.

La chiesa del Santo Rosario, del 1500,mostra una  facciata, con paramento a bozze di pietra, divisa in due ordini, da una cornice. La parte sovrastante  è arricchita da un dipinto dedicato alla Madonna del rosario. Sulla sinistra c’è un portale murato, ad indicare una primitiva chiesetta, mentre sulla parte della sagrestia c’è una finestrella sul cui architrave si legge: “D.O.M. – Soli Deo Honor et gloria – 1719.Sul laterale  destro si può notare un piccolo campanile a vela.

 

Sempre nel centro storico di straordinaria bellezza , il Palazzo Monacelle, antico palazzo appartenuto alla famiglia De Bellis e poi donato all’Orfanotrofio dell Addolorata .Dopo aver ospitato il primo conservatorio di musica della provincia di Bari, oggi è sede della Biblioteca Comunale e  del Museo Civico.

Durante la nostra passeggiata, non si può non attraversare l‘Arco delle ombre, chiamato , anticamente,anche  “de la Malomere” perché scarsamente illuminato, costringendo chiunque lo attraversasse ,a portare con se una lanterna .Questa riflettendosi lungo le pareti dell’arco,  creava delle  ombre ,che portavano ad immaginare la presenza   di fantasmi

Se ci si trova a visitare Casamassima durante il periodo primaverile, passeggiando  nel borgo antico ed alzando la testa verso il cielo, si potranno ammirare i nidi creati per ospitare il falco frillato

Molti scrittori del luogo hanno raccontato la storia di Casamassima , e con il loro scritti ci hanno permesso di immedesimarci al meglio, in quella che è la vita di questo delizioso paese. Tra questi mi sento di citare Giovanni De Tommaso con il libro “ Casamassima……sulle spalle dei giganti” e Luisa Franco Maiellaro con“ Con gli occhi di una bambina “

La cucina di Casamassima è quella tipica pugliese, ricca, varia, mediterranea. Oggi vi suggerisco un piatto gustoso e saporito:

LA PIZZA DI CIME DI RAPA

Per l’impasto:

500 gr di farina 0 o 1

150 ml di vino bianco( per un impasto morbido)

100 ml di olio evo

sale

Ripieno:

500 gr di cime di rape

4 acciughe

aglio

olio evo

peperoncino

pecorino 50gr circa

Lessare le rape. In una padella rosolare l aglio in camicia con le acciughe. Eliminare l aglio e far saltare in padella le rape aggiungendo il peperoncino. Far raffreddare.

Stendere l’impasta e riempirlo con il composto di rape. Cuocere a 200° per mezz’ora circa

POLPETTE DI LAMPASCIONI

Ingredienti:

500gr di lampascioni lessati

2 uova

100 gr di pangrattato

75 gr di pecorino

1 spicchio di aglio tritato

prezzemolo

olio evo

sale

pepe

Mescalare i lampascioni tagliati a pezzetti con tutti gli ingredienti. Fare delle polpette e friggerle in olio di oliva o di semi

 

Casamassima è famosa anche per la coltivazione delle ciliegie di cui se ne conoscono tre varietà:  la famosa Ferrovia , la Bigareau Moreau e la Lapins. Le differenze sono nel colore ,che varia dal bianco al rosso nerastro, dal sapore ,più dolce o più aspro e dalla consistenza ,più morbida o più croccante

 

Esiste un antico forno,dal 1880, da Peppino,in piazza Dante ,a pochi passi dal centro storico, dove ancora oggi gli abitanti del luogo portano ad infornare ,non solo pane e taralli ,ma anche diverse pietanze.

Se dovessi scegliere un panificio dove acquistare un buon  pane con lievito madre e per il quale sono state scelte ottime farine, mi sentirei di consigliarvi il  ” Panificio del Corso”.

I due odori più buoni e più santi son quelli del pane caldo e della terra bagnata dalla pioggia.
(Ardengo Soffici)

 

https://www.barinedita.it/reportage/n 3262-casamassima-la-mansarda-che-conserva-i-ricordi-del-ritrovo-notturno-degli-alleati. ottimo reportage sulla masseria Pagliaro con murales del periodo 1940/45

Straordinaria scoperta  un laboratorio di pittura ” La Bottega d arte Lacast” della pittrice Laura Castellano.Una location per giovani talenti che vogliono avvicinarsi e perfezionare l ‘amore per la pittura e per l’arte. Il laboratorio funge anche da galleria per consentire ai pittori locali e non , di farsi conoscere ed apprezzare

 

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